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Protezione Internet


Protezione Internet FlashStart  

FlashStart

Cloud, Hybrid, Appliance

 

Come aumenta la produttività con flashstart?

  •  Si bloccano in orari stabiliti gli accessi a siti inadatti, potendo comunque differenziare i filtri per pc o per utente.
  •  Si blocca il traffico di scambio file non autorizzati aumentando di conseguenza le prestazioni della rete aziendale.
  •  Si inserisce un sistema di sicurezzache blocca intrusioni esterne e impedisce manomissioni, garantendo una miglior efficenza delle macchine e riducendo gli interventi di manutenzione.
  •  Si aggiunge un efficiente sistema di antispam sulle email aumentando l'efficenza nella gestione della posta elettronica. Archivi più piccoli, mail importanti che non vengono perse in mezzo a derrate di messaggi pubblicitari.

 Flashstart per la sicurezza informatica aziendale.
Firewall

  • Firewall perimetrale in entrata e uscita
  • Definizione guidata della protezione TCP/UDP
  • Apertura selettiva di servizi tra LAN e DMZ

Posta Sicura

  • Protezione antivirus sulla posta elettronica
  • Protezione antispam sulla posta elettronica personalizzabile
  • Oltre 1.000 diversi test antispam sulla singola mail
  • Whitelist e blacklist mittenti
  • Whitelist destinatari
  • Personalizzazione avanzata dei test antispam
  • Statistiche del traffico mail

LA LEGGE: COSA DICE IL GARANTE

Lavoro: le linee guida del Garante per posta elettronica e internetLe regole aziendali, il doppio indirizzo e-mail, il fiduciario, i siti non accessibili

Di seguito riportiamo il pronunciamento del garante in materia di controllo contenuti aziendali:

I datori di lavoro pubblici e privati non possono controllare la posta elettronica e la navigazione in Internet dei dipendenti, se non in casi eccezionali. Spetta al datore di lavoro definire le modalità d'uso di tali strumenti ma tenendo conto dei diritti dei lavoratori e della disciplina in tema di relazioni sindacali.

Il Garante privacy, con un provvedimento generale che sarà pubblicato sulla “Gazzetta Ufficiale”, fornisce concrete indicazioni in ordine all'uso dei computer sul luogo di lavoro. “La questione è particolarmente delicata – afferma il relatore Mauro Paissan – perché dall'analisi dei siti web visitati si possono trarre informazioni anche sensibili sui dipendenti e i messaggi di posta elettronica possono avere contenuti a carattere privato. Occorre prevenire usi arbitrari degli strumenti informatici aziendali e la lesione della riservatezza dei lavoratori”.

L'Autorità prescrive innanzitutto ai datori di lavoro di informare con chiarezza e in modo dettagliato i lavoratori sulle modalità di utilizzo di Internet e della posta elettronica e sulla possibilità che vengano effettuati controlli. Il Garante vieta poi la lettura e la registrazione sistematica delle e-mail così come il  monitoraggio sistematico delle pagine web visualizzate dal lavoratore, perché ciò realizzerebbe un controllo a distanza dell'attività lavorativa vietato dallo Statuto dei lavoratori. Viene inoltre indicata tutta una serie di misure tecnologiche e organizzative per prevenire la possibilità, prevista solo in casi limitatissimi, dell'analisi del contenuto della navigazione in Internet e dell'apertura di alcuni messaggi di posta elettronica contenenti dati necessari all'azienda.

Il provvedimento raccomanda l'adozione da parte delle aziende di un disciplinare interno, definito coinvolgendo anche le rappresentanze sindacali, nel quale siano chiaramente indicate le regole per l'uso di Internet e della posta elettronica.

Il datore di lavoro è inoltre chiamato ad adottare ogni misura in grado di prevenire il rischio di utilizzi impropri, così da ridurre  controlli successivi sui lavoratori.  Per quanto riguarda Internet è opportuno ad esempio:

individuare preventivamente i siti considerati correlati o meno con la prestazione lavorativa;
utilizzare filtri che prevengano determinate operazioni, quali l'accesso a siti inseriti in una sorta  di black list o il download di file musicali o multimediali.

Per quanto riguarda la posta elettronica, è opportuno che l'azienda:

renda disponibili anche indirizzi condivisi tra più lavoratori  (info@ente.it; urp@ente.it; ufficioreclami@ente.it), rendendo così chiara la natura non privata della corrispondenza;
valuti la possibilità di attribuire al lavoratore un altro indirizzo (oltre quello di lavoro), destinato ad un uso personale;
preveda, in caso di assenza del lavoratore, messaggi di risposta automatica con le coordinate di altri lavoratori cui rivolgersi;
metta in grado il dipendente di delegare un altro lavoratore (fiduciario) a verificare  il contenuto dei messaggi a lui indirizzati e a inoltrare al titolare quelli ritenuti rilevanti per l'ufficio, ciò in caso di assenza prolungata o non prevista del lavoratore interessato e di improrogabili necessità legate all'attività lavorativa.

Qualora queste misure preventive non fossero sufficienti a evitare comportamenti anomali, gli eventuali controlli da parte del datore di lavoro devono essere effettuati con gradualità. In prima battuta si dovranno effettuare verifiche di reparto, di ufficio, di gruppo di lavoro, in modo da individuare l'area da richiamare all'osservanza delle regole. Solo successivamente, ripetendosi l'anomalia, si potrebbe passare a controlli su base individuale.

Il Garante ha chiesto infine particolari misure di tutela in quelle realtà lavorative dove debba essere rispettato il segreto professionale garantito ad alcune categorie, come ad esempio i giornalisti.

E le assicurazioni?

Può accadere che clienti o dipendenti abbiano diritto a dei risarcimenti perchè l'azienda ha subito un furto di dati sensibili che ha causato loro dei danni. O che una scuola venga citata dai genitori perchè un minore ha avuto libero accesso a materiale illegale o siti per adulti.

Vista la normativa vigente, può accadere che se l'azienda, la scuola o l'ente non dimostra di aver messo in atto delle misure per prevenire questo genere d'accadimenti, le assicurazioni che dovrebbero risarcire le parti sollevino delle obiezioni e non paghino lasciando all'azienda l'onere.

E' bene dimostrare alle compagnie assicurative che si sono messe in atto le contromisure basilari per proteggere la navigazione dei collaboratori e visitatori, si sono attivate contromisure contro le intrusioni dall'esterno e protezioni contro virus informatici.

Vale la pena rischiare?
Metti a norma di legge l'azienda!

 

                                      Demo Gratuita Flash Start

 









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