Il Milleproroghe apre le porte a autoconsumo e impianti condivisi ed alle comunita' di energia

del 07/02/2020

Categorie: , Normativa,Sostenibilita' ed Ambiente

Con il decreto Milleproroghe potrebbe partire, anche in Italia, la condivisione degli impianti fotovoltaici, aprendo di fatto all’autoconsumo e alla nascita delle comunità energetiche. L’energia come il cibo, a chilometro zero. E come il cibo, cotto e mangiato, potrà essere prodotta e consumata. Il Movimento 5 Stelle ha infatti presentato un emendamento al decreto per rendere possibile la costruzione di impianti di energia a fonte rinnovabile “di comunità”.

 

Ce lo chiede l’Europa di far diventare i cittadini dei ‘prosumer’, cioè dei produttori e consumatori al tempo stesso, in grado di gestire l’energia con meno sprechi per la rete di distribuzione, a prezzi più bassi, con un taglio delle emissioni, e una maggiore autonomia.

I condomini per esempio potranno installare i pannelli sui tetti, con il risultato che le famiglie potranno dividere l'elettricità prodotta; la stessa cosa la potranno fare imprenditori appartenenti a una stessa area investendo su un impianto e dividendo l’energia prodotta che può essere direttamente consumata (autoconsumo), immessa nella rete oppure ‘caricata’ nelle batterie ed essere usata in seguito.

Le norma del decreto Milleproroghe che favorisce le comunità energetiche

A renderlo possibile sarà un emendamento al Milleproroghe – il decreto all’esame di Montecitorio - che recepisce la direttiva europea dedicata alla promozione delle fonti rinnovabili. La norma parla di fase sperimentale che per ora consentirà di installare impianti non superiori ai 200 kilowatt di potenza, cioè una “taglia congruente con la realizzazione delle configurazioni a bassa tensione”; è previsto anche un limite di tempo, fino al 30 giugno 2021. C’è l'obbligo di individuare un responsabile “del riparto dell'energia condivisa, fermo restando che il calcolo dell'energia condivisa è effettuato dal gestore della rete sulla base della lettura dei contatori di emissioni e prelievo”.

 

Per i primi progetti sarà consentito di “attivare l’autoconsumo collettivo da fonti rinnovabili, ovvero realizzare comunità energetiche rinnovabili”. In caso di “comunità energetiche” gli azionisti o membri sono persone fisiche, Pmi, enti o autorità locali, comprese le amministrazioni comunali ma la partecipazione non può costituire l’attività commerciale o industriale principale.

 

Gli impianti alimentati da fonti rinnovabili di potenza complessiva non superiore a 200 kW devono entrare in esercizio dopo l’approvazione definitiva del decreto Milleproroghe. Con l’autoconsumo ci sarebbe una crescita delle rinnovabili; le stime parlano di utili per oltre 5 miliardi di euro all’anno e la creazione di 2,7 milioni di posti di lavoro.

 

Sono previsti “strumenti di incentivazione necessari per la realizzazione della configurazione di autoconsumo multiplo”. Ma non sarà possibile abbinarli agli incentivi previsti per chi fa “scambio sul posto” (ovvero immette energia in rete) anche se restano le detrazioni fiscali in favore degli impianti rinnovabili; gli aiuti che dovranno essere definiti con un altro provvedimento (un decreto del ministero dello Sviluppo economico che dovrà tener conto dell’equilibrio complessivo degli oneri in bolletta) riguardano soltanto autoproduzione e sistemi di accumulo.

 

E non dovranno essere un costo aggiuntivo per lo Stato. Uno dei benefici, nelle intenzioni, è che in questo modo grazie all’autoconsumo e agli impianti condivisi dovrebbe essere possibile una riduzione delle bollette di energia elettrica (per i cittadini il risparmio potrebbe essere di circa 90 euro al Megawattora). La direttiva Ue concede anche agli Stati membri la possibilità di regolare temporaneamente i prezzi elettrici per tutelare famiglie povere o vulnerabili, con l’obbligo di presentare delle relazioni per documentare i progressi verso l’abbandono del mercato elettrico regolamentato.

(fonte della notizia: https://www.infobuildenergia.it/notizie/milleproroghe-autoconsumo-impianti-condivisi-comunita-energia-prosumer-6791.html?fbclid=IwAR1ccO7OCI4S7n1kYo1brFQwyp6TWsrtz7SF8jUa0rw2hlOA6-bXMtz3OFA)

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